CAP 10100 Torino

Eventi

JAZZ:RE:FOUND

Roy_Ayers
Prenota
  • Data: 4 dicembre 2015
  • Orario: 18:00
  • Contingenza: per la prima volta a Torino
  • Evento: JAZZ:RE:FOUND

VENERDÌ 04 DICEMBRE

ORE 18:00 | DOORS OPEN

ORE 18:30 | SOUL TRAIN TORINO

ORE 22:00 | NEXT ONE

ORE 23:30 | ROY AYERS

ORE 01:00 | DEBRUIT

tickets 13.50 euro + prevendita / 17 euro alla porta 

 

 

Giovedì 3 e venerdì 4 dicembre il Cap10100 ospita, per la prima volta a Torino, le due date iniziali del festival Jazz:re:found, giunto alla sua ottava edizione.

Le prime cinque edizioni del festival sono state sviluppate su di un modello ‘Open Air’ estivo, mentre le ultime due sul diffuso paradigma del ‘City Network’ indoor. Tutte hanno avuto luogo nella città di Vercelli dal 2008 con 2900 presenze, 2009: 4400 presenze, 2010: 5700 presenze, 2011: 7000 presenze, 2012: 8000 presenze, 2013: 4500 presenze per un totale di 32.500 presenze, dato significativo se si pensa che la popolazione a Vercelli è di 40.000 abitanti.

“Non è mai semplice lasciare casa, soprattutto quando sei nato e cresciuto nella surreale e ovattata provincia. Il distacco però è una necessaria crescita e le trasformazioni sono logiche conseguenze dell’evoluzione. Così anche Jazz:re:found, lascia amici e campi inondati d’acqua, per un magico viaggio verso la città, alla ricerca di nuovi suoni e colori, nella speranza che il proprio entusiasmo possa essere contagioso anche sotto la Mole”.
 Denis Loghi – Direttore Artistico

Jazz:Re:Found vanta una storia lunga anni: nato come “piccolo appuntamento fra amici” all’insegna del rare groove e del disco boogie, edizione dopo edizione si è conquistato lo status di uno fra gli appuntamenti più importanti ed intelligenti per quanto riguarda la musica “contaminata”. Le radici sono chiaramente all’insegna della musica black “storica” (jazz, soul, funk, blues) ma le declinazioni sono sempre e da sempre aperte verso l’ipercontemporaneità, i dancefloor, l’hip hop, le suggestioni house e techno, l’afrofuturismo digitale, le derive urbane più taglienti.

Dopo la maestosa preview affidata a The Cinematic Orchestra, da giovedì 3 dicembre al Cap10100 si passa ai veri e propri “santoni” del dancefloor techno e house più “intelligente” con gli innovatori degli stilemi dance quali Gold Panda, e, in apertura, anche due promesse del firmamento elettronico italiano, Populous e Pugile.

Venerdì 4 dicembre il festival riprende le sue attività al Cap10100 dalle 18.00 con il progetto Soul Train Torino, i dj Next OneDebruit, e Roy Ayers, stella internazionale che spazia dal funk, al soul al jazz con calore ed eleganza dai primi anni ’70.
Gold Panda Il viaggio. Viaggiare ai confini del mondo. Viaggiare ai confini dell’elettronica. Viaggiare pensando lateralmente ed obliquamente rispetto a tutte le più noiose e prevedibili architetture in quattro quarti: perché Derwin Schlecker aka Gold Panda fa tutt’altro, Derwin Schlecker è un ingegnoso creatore di sogni, è un mefistofelico geometra di ritmi strani, è un esploratore, è colui che ti porta con sé in un modo dove la musica – quella elettronica, certo, ma parliamo proprio di musica in generale – è finalmente un’avventura. Derwin Schelcker è una delle stelle più luminose apparse nell’ultimo decennio, col suo successo è che è stato una questione di passaparola, di meraviglioso passaparola. Niente trucchi, niente scorciatoie, solo viaggi e coraggio di osare.
Populous è Andrea Mangia, musicista e producer nato e cresciuto in Salento. Esordisce nel 2002 con un album, Quipo, per Morr Music, label berlinese di culto che accoglie i suoi suoni sospesi tra idm, pop e beatmaking astratto. Morr produce anche i due successivi lavori, Queue For Love [2005] e Drawn In Basic [2008], entrambi apprezzati e applauditi dalla critica internazionale, ponti ideali tra la freddezza dei suoni digitali e il calore analogico fatto di respiri soul e shoegaze.Una trasversalità che si riflette anche nei diversi side-project che lo coinvolgono negli anni, da Girl With The Gun a Life & Limb.

Pugile Il round più importante è quello con se stessi prima e dopo il combattimento: un continuo processo di creazione e distruzione interiore atto alla comprensione del sè e alla ricerca della stabilità emotiva. Il processo di catarsi distruttiva è necessario per il raggiungimento di un livello di comprensione più elevato. A Jazz:Re:Found presenterà il primo album, Round Zero, “una bestia estratta da un lungo processo di improvvisazione, pillole di magma che durante il live si rifondono in un unico flusso di pensieri”

Roy Ayers La felicità. La felicità infinita. “Everybody Loves The Sunshine”, certo. Ma un live di Roy Ayers non è solo aspettare il momento in cui sentire una delle canzoni più belle ed emozionanti mai scritte: no, è leggere dai libri sacri dal funk, è interrogare quella magica intersezione tra soul e jazz, è vivere una musica che è calore ed eleganza, è respirare purezza, è vivere gioia. Roy Ayers è una di quelle esperienze dal vivo che chiunque ami la musica (black, non black – non importa) dovrebbe compiere almeno una volta nella vita. Per provare la sensazione del più profondo dei sorrisi interior. E’così dai primi anni ’70

 

Comunicato stampa completo Jazz:Re:Found 

http://www.wavesforthemasses.com/jazz-re-found-15—-comunicato-definitivo-5640d4be1affaa8205000116.epk

 

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