CAP 10100 Torino

Eventi

So much younger than today

Meroni_Quadro su Forex_012
  • Data: 25 febbraio 2016
  • Orario: 21:30
  • Contingenza: Un Viaggio nell’Italia di Gigi Meroni
  • Evento: So much younger than today

apertura 21.30 | ingresso 10 € | prenotazionicap10100@gmail.com

 

 

Giovedì 25 febbraio al Cap10100 va in scena lo spettacolo musicale So much younger than today. Un viaggio nell’Italia di Gigi Meroni della compagnia Le Voci del Tempo, formata dai tre musicisti Marco Peroni, Mao Gurlino e Mario Congiu.

Lo spettacolo ha fatto molta strada in questi anni. È stato messo in scena almeno una cinquantina di volte in tutta Italia fra circoli, piazze, teatri, festival; ha ispirato la fortunata graphic novel “Gigi Meroni, il ribelle granata” sceneggiata da Marco Peroni e disegnata da Riccardo Cecchetti (Edizioni Beccogiallo); è arrivato ad essere realizzato proprio al Cinema Astra di Como – parte del complesso dell’oratorio che Gigi amava frequentare – davanti alla sorella del calciatore Maria e agli amici d’infanzia.

Ala destra travolgente, anticonformista gentile, ragazzo a spasso con una gallina al guinzaglio per il centro di Torino, Gigi Meroni è uno dei simboli di una generazione e della sua ansia di libertà. Lo spettacolo ne ripercorre la breve vita al contrario (“non vedo l’ora di diventare bambino”), in un incedere psichedelico costruito sulle canzoni dei Beatles. Sullo sfondo, l’Italia degli anni Sessanta travolta dal cambiamento.

Giovedì 25 febbraio lo spettacolo sarà riproposto al Cap10100 al suo meglio: assieme alla voce narrante Marco Peroni e ai musicisti Mario Congiu e Mao, infatti, ci saranno sul palco il violoncello di Cecilia Salmè, i violini di Nadia Bertuglia e Giulia Finco, e anche la tela del disegnatore Riccardo Cecchetti, pronta per essere dipinta dal vivo durante il concerto.

Il concerto sarà anche l’occasione in cui la compagnia Le Voci del Tempo presenterà il disco dedicato allo spettacolo, registrato per l’occasione e che per la prima volta sarà reso disponibile al pubblico presente in sala.

 

Le Voci del Tempo

La band che racconta la storia con le canzoni. Nove spettacoli all’attivo, più di quattrocento esibizioni in tutta Italia. Una produzione di Associazione culturale Pubblico-08.

www.levocideltempo.it

 

 

Luigi Meroni, ala del Torino e della nazionale anni Sessanta, giovane talento di Como e Genoa, scompare nel 1967 a soli ventiquattro anni. Con il suo dribbling ostinato e le sue finte, la chioma scomposta e i vestiti sgargianti, la gallina portata al guinzaglio e la sua sensibilità catapultata nel tempio conformista del pallone, Meroni ha innescato una miscela purissima di ribellione e candore, diventando uno dei simboli più amati di una generazione alla ricerca di nuovi slanci e libertà.

“L’esperienza di Gigi Meroni dimostra che il potere, anche nel calcio, accetta più facilmente la disobbedienza verso le leggi che la disobbedienza verso la cultura dominante.”

Da Nando Dalla Chiesa.

 

 

Dall’ introduzione di Emiliano Mondonico alla graphic novel “Gigi Meron, il ribelle granata”

 

“Gigi Meroni non morirà mai. E’ stato tante cose, grandissimo talento, simbolo di ribellione per una generazione che aveva voglia, e bisogno, di novità. Ha lasciato un ricordo che si è impresso profondamente nella gente, ma che sa rinnovarsi. Forse perché fu profeta del futuro come nessun altro nel calcio italiano, e quindi non è mai datato, mai passato.

Bisogna aggiungere qualcosa, al suo essere fuoriclasse e antenna che captava le vibrazioni dei tempi: e cioè che aveva un fascino tutto particolare, dato dallo sguardo malinconico, una lieve ombra che suscitava tenerezza. E infatti gli hanno voluto bene in tanti, sinceramente, anche nello spogliatoio. Sono contento che in questo libro si sia scelto di non soffermarsi sulla scomparsa di Gigi, ma di raccontare soltanto la vita.

Certo, è un dramma che a volte si possa conquistare l’amore di tutti solo morendo, andandosene prima del previsto. Non dimentichiamo, adesso, che fu anche contestato, criticato, addirittura insultato nel mondo conservatore del pallone. Il cambiamento era nell’aria e si fece di tutto per arrestarlo, ma era ormai travolgente. Nei confronti dei suoi capelli, del suo modo di vestire si spesero parole che oggi usano soltanto quelli che poi vengono, giustamente, accusati di razzismo.

Io arrivai nel Torino la stagione successiva alla sua scomparsa, mi diedero il suo posto negli spogliatoi, fui da molti salutato come possibile erede. Una situazione che, se non fossi stato così giovane, immaturo e inconsapevole, sarebbe stata ben difficile da sostenere. Feci anch’io le mie bravate, come andare incontro a una squalifica pur di non perdere il concerto dei Rolling Stones (a proposito: non ho mai capito la divisione fra Beatles e Stones, io li ho sempre amati entrambi… ancora oggi la musica è importante per me, sono cresciuto così: e ci sono canzoni che mi si infilano sotto la pelle continuamente, non mi abbandonano per giorni).

Vorrei ancora dire una cosa: Gigi Meroni fu un personaggio vero. Fu il Personaggio. Il Personaggio è quello che vive continuamente perché ognuno può vederlo alla sua maniera, proiettando qualcosa di sé. Quelle figure che invece tutti vedono allo stesso modo, che hanno la stessa immagine per tutti, che cosa sono?”

 

Emiliano Mondonico